Blockchain per la supply chain

La Blockchain applicata alla Supply Chain

Francesco FrontaliBy Francesco FrontaliAprile 26, 20213 Minuti

Nel precedente articolo sulla Blockchain abbiamo spiegato in dettaglio in cosa consiste questa tecnologia e quali sono i suoi punti di forza. Vediamo ora un caso d’uso reale: la blockchain applicata alla supply chain.

Le caratteristiche di sicurezza e trasparenza della blockchain sono chiaramente molto vantaggiosi se applicate alla supply chain. Grazie a questa tecnologia, le aziende coinvolte in una specifica supply chain possono disporre di un database digitale dove vengono aggiornate in tempo reale transazioni e movimenti delle merci da parte di ogni singolo operatore della filiera. Ciò permette di rafforzare enormemente la tracciabilità dei prodotti lungo tutta la catena.

Per questo motivo grandi aziende come Carrefour e Nestlé, giusto per citarne un paio, hanno deciso di utilizzare questa tecnologia per tracciare la provenienza di cibi e ingredienti utilizzare per garantire la sicurezza dei propri prodotti.

LA BLOCKCHAIN APPLICATA ALLA SUPPLY CHAIN: UN CASO D’USO

Carrefour ha lavorato alla propria blockchain insieme a IBM, per tracciare e proteggere la propria supply chain a livello globale.

Dal 2018 Carrefour ha iniziato ad applicare la blockchain sul tracciamento di 4 tipologie di prodotti della propria Filiera Qualità in Europa. L’intensione è di raggiungere il tracciamento su tutti i prodotti della propria filiera entro il 2022. Ad oggi è possibile scansionare un QR code ad esempio su un pomodoro della Filiera Qualità con il loro telefono e scoprire la data di raccolta, il luogo di coltivazione, il proprietario del terreno, quando è stato imballato, quanto tempo ci è voluto per il trasporto in Europa e addirittura consigli su come consumarlo.

Il sistema utilizzato da Carrefour e IBM è abbastanza semplice e replicabile. Tutte le parti che decidono di collaborare in una supply chain devono aderire a un protocollo di identificazione digitale.

Tali parti, certamente identificate, possono inserire su blockchain, attraverso uno specifico Smart Contract, le attività peculiari della propria azienda all’interno della filiera produttiva. Le stesse parti possono vedere e verificare tutte le transazioni della medesima filiera a cui si è aderito, senza nessun compromesso a livello di privacy o sicurezza.

In questo modo gli operatori del mercato sono posti nella condizione di accedere in tempo reale a tutti i dati di tutte le merci e a informazioni precise sulle condizioni di viaggio di ciascun container.

Ogni transazione è univocamente definita ed inserita all’interno di un blocco della blockchain. Tutte le transazioni possono essere visionate attraverso l’utilizzo di un codice univoco che identifica lo Smart Contract. Tale codice può essere inserito all’interno di un QR Code, che una volta scansionato permette di accedere facilmente a tutte le informazioni relative alla filiera.

CONCLUSIONI

Una maggiore trasparenza nella supply chain, oltre ad essere un vantaggio per tutti gli operatori della filiera, attrae anche il “consumatore consapevole”, che vuole essere certo che i prodotti che sta acquistando siano stati realizzati in modo sicuro ed etico.